Europei Ciclismo

A Trento uno show Europeo: Colbrelli vince la sfida dei giganti battendo Remco Evenepoel. Bronzo al francese Cosnefroy

Quando nel 2018 è iniziato il percorso che avrebbe portato ai Campionati Europei in Trentino, immaginare l’epilogo che oggi, 12 settembre, la gara Uomini Elite ha regalato al pubblico e a tutti gli appassionati collegati da 71 Paesi nel mondo, sarebbe stato impossibile.

Ha vinto Sonny Colbrelli, per la gioia di una Trento gremita in tutto il suo cuore pulsante, ma c’è stato molto più di questo. C’è stato il duello, acceso e leale, con Remco Evenepoel, fenomeno dal futuro (e dal presente) luminoso che però ha dovuto abbassare la testa davanti al bresciano, favorito dal percorso e dal suo spunto veloce, e certamente nella miglior condizione della vita. C’è stata la sfida lanciata dai grandi protagonisti fin dal tratto in linea, dalla salita di Drena e dal Monte Bondone: da Pogacar a Hirschi, da Sivakov a Pinot, da Landa ad Almeida

La medaglia di bronzo del francese Benoit Cosnefroy vale tanto, conquistata davanti a Matteo Trentin e a Tadej Pogacar dopo aver ceduto ai duellanti di via Belenzani solo sull’ultima salita di Povo. 

Quarta medaglia d’oro per l’Italia in una straordinaria edizione dei Campionati Europei, iniziata nel migliore dei modi con il successo nel Team Relay del primo giorno e proseguita con le affermazioni di Vittoria Guazzini nella crono U23 e di Silvia Zanardi nella gara in linea Donne U23, fino alla grande giornata di Colbrelli che in Trentino ha conquistato la vittoria più importante della carriera. 

Un regalo prezioso anche per Davide Cassani, felice ed emozionato come Colbrelli sulle note dell’inno di Mameli: per il CT ed i suoi azzurri si tratta del quarto titolo europeo in linea consecutivo.

BATTAGLIA SENZA QUARTIERE
Le premesse di una giornata ricca di colpi di scena c’erano tutte ma la gara Uomini Elite è andata oltre le aspettative regalando 4 ore di grande ciclismo. Il chilometraggio limitato (179,2 Km) ha fatto sì che la gara si accendesse sin dall’ostico tratto in linea che ha attraversato la meravigliosa Valle dei Laghi e la montagna del mito, il Monte Bondone, ben prima degli 8 giri sul circuito cittadino caratterizzato dall'ascesa di Povo.

La corsa si è infiammata grazie all’impulso delle selezioni di Francia e Spagna fin dalle primissime battute, e ai piedi del Bondone si sono presentati al comando 12 uomini con 1’10” di vantaggio sul plotone: Vanhoucke (Belgio), PinotParet Peintre e Bonnamour (Francia), De La CruzG. Izaguirre, Landa e Soto (Spagna), Rapp (Germania), Bagioli (Italia), Reichenbach (Svizzera) e Großschartner (Austria).


Tuttavia, sulle rampe del Bondone la situazione si è rimescolata grazie alla prima accelerazione di Romain Bardet (Francia), seguito come un’ombra da Remco Evenepoel (Belgio), Pavel Sivakov (Russia) e Gianni Moscon (Italia), mentre in coda al gruppo sono andati immediatamente in difficoltà atleti del calibro di Peter Sagan (Slovacchia), Alexander Kristoff (Norvegia), Sam Bennett (Irlanda) e Gino Mader (Svizzera) che hanno tutti dovuto alzare anticipatamente bandiera bianca.

È battaglia senza quartiere anche all’ingresso del circuito di Trento, ma è al quarto passaggio che è partita l’azione decisiva. Il due volte vincitore del Tour de France, Tadej Pogacar, è andato all’attacco portando via un quintetto insieme a Hoelgaard (Norvegia), Campenaerts (Belgio), Trentin (Italia) e Padun (Ucraina).
 
Sul gruppetto si sono riportati il francese Cosnefroy, il belga Evenepoel e Sonny Colbrelli, mentre Padun è andato in difficoltà perdendo rapidamente contatto. In discesa sono invece rientrati Hirschi (Svizzera), Hermans (Belgio) e Sivakov (Russia) formando un gruppo di 10 corridori al comando. 

Nel settimo e penultimo giro è stato il belga Evenepoel a rompere l’accordo fra i battistrada con una rasoiata sulla salita di Povo: soltanto il francese Cosnefroy e l’azzurro Colbrelli sono riusciti a resistere alla ruota del giovane belga, mentre alle loro spalle Pogacar non è riuscito a organizzare l’inseguimento. Il terzetto al comando si è presentato compatto ai piedi dell’ultimo passaggio sulla salita di Povo: il passo costante di Evenepoel ha immediatamente fatto perdere contatto a Cosnefroy, mentre Colbrelli ha resistito al cambio di ritmo del talentuoso belga in vista del GPM posizionato in corrispondenza della rotonda.

Sul traguardo di Piazza Duomo non c’è stata storia: Colbrelli ha sfoggiato il suo spunto veloce dominando lo sprint a due. Un deluso Evenepoel si è dovuto accontentare della medaglia d’argento, ma il futuro, se non il presente, è suo. 

Cosnefroy è invece riuscito a resistere al ritorno degli inseguitori regalando alla Francia un bronzo che pesa. Quarta piazza per Matteo Trentin, preziosissimo il suo apporto nell’economia del risultato; quinto il due volte vincitore del Tour de France Tadej Pogacar, autore di una gara da protagonista.

Partire da favorito correndo in casa non è stato semplice, c’era pressione, ma stavo bene e volevo finalizzare il grande lavoro della squadra - ha commentato Colbrelli. -  Ho faticato per resistere a Remco in salita, ma quando ho affrontato l’ultima curva in testa ho capito che avrei vinto. Vincere in questa atmosfera incredibile è un sogno che si realizza.” 


12/09/2021
Immagine MarathonWorld.it
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