Martina Valmassoi

Atomic e Martina Valmassoi segnano l'impresa dell'anno nello skialp in versione "rosa": le sue parole

Gli sci Atomic Blakland 65 UL sono stati i fedeli compagni dell’atleta veneta nel stabilire il nuovo record femminile di dislivello sugli sci non-stop di 24H. A una settimana dall’impresa raccogliamo la sua esperienza… e confida di avere toccato, di notte, quasi i 100 orari…

Tra il 21 e il 22 marzo scorso, a ridosso della stagione primaverile come a segnare una nuova rinascita, Martina Valmassoi ha stabilito uno straordinario record sugli sci: con i suoi Atomic Backland 65 UL ha coperto in 24 ore l’incredibile dislivello positivo di 17.645 mt! Un’impresa incredibile firmata sulle montagne di casa sul Monte Agudo, in Auronzo di Cadore. Ebbene, l’atleta bellunese confida in questa intervista, a poco più di una settimana di distanza, alcuni dettagli, sulla preparazione e sull’attrezzatura.

Siamo abituati a record tendenzialmente al “maschile” quando si parla di Skialp, qui invece hai sorpreso il mondo con i tuoi Atomic Backland 65 UL, da dove nasce l’impresa?

“Durante quest’anno ho sciato molto di più degli altri anni, grazie alle condizioni di neve favorevoli. Dopo molte giornate sulla neve mi è venuta quest’idea di provare a fare 24 ore consecutive di sci alpinismo, un progetto che poi mi ha coinvolta tantissimo, nella preparazione e nell’organizzazione. Ho fatto degli allenamenti specifici in pista per capire il ritmo dell’intera impresa. Il massimo che ho fatto per l’allenamento in pista sono stati 5000 mt. Per la preparazione a un mese dall’evento ho fatto due settimane di preparazione con 61 ore di allenamento e con 31.000 mt di dislivello. Ho impostato le 24 ore organizzando un ritmo in cui spingevo al massimo per poi rallentare il ritmo sapendo che magari ai rifornimenti per fermarmi un po’ di più e mangiare con più calma. Ho voluto lasciare un po’ di margine per eventuali contrattempi che poi effettivamente si sono verificati, come cambiare i calzini, i vestiti”. 
 
Per caratteristiche tecniche Atomic Bakcland 65 UL è stato un prodotto ideale, parliamo per leggerezza e tenuta strutturale nelle discese, ce ne parli?
“Specificatamente ho usato il Blackland Ultra Light, è un prodotto ottimo che uso ormai da un anno e mezzo. Un grandissimo sci che oltre alla leggerezza mi dà molta sicurezza anche in discesa, è un po’ più lungo rispetto agli altri sci da donna proprio perché non esiste un modello specifico da donna ma è comunque molto adatto a tutti”.
 
Avevi più paia di sci a disposizione?
"Avevo due paia di sci, più o meno facevo cinque giri con un paia di sci poi lo cambiavo perché in questo modo chi mi faceva assistenza aveva la possibilità di sciolinarli un po’, più che altro per facilitare la fase di mettere e togliere le pelli perché dopo un po’ di ‘ripellamenti’ si fa più fatica nel toglierle, soprattutto durante il giorno con queste nevi primaverili. Devo essere sincera… i ragazzi di Auronzo d’Inverno che si sono occupati delle piste avevano preparato una pista tirata in maniera veramente spettacolare, le condizioni della neve erano veramente ottime. La pista non era ghiacciata perché durante il giorno non ha scaldato molto e, pertanto, di notte non si è trasformata più di tanto. Ecco che durante la notte sono andata giù forte, non volevo rischiare, però appena è arrivata la luce del giorno la mattina penso di aver fatto le mie migliori discese, scendevo veramente dritta anche perché sapevo, ovviamente, che non c’era nessuno che saliva a quell’ora. Ho toccato anche i 93 km all’ora! Ormai conoscevo la pista talmente a memoria, le sue pendenze e sapevo esattamente quali traiettorie fare. C’è un muro anche molto lungo che quindi ti permette di prendere veramente tanta velocità”.
 
Atomic da anni si propone con linee prodotti dedicate e nei messaggi a target specifici di donne; credi che questa tua straordinaria impresa possa dare ulteriore stimolo alle sciatrici amanti dello skialp; cosa ti senti di dire loro?
“È senz’altro stupendo ispirare le donne a spingersi oltre i propri limiti: non solo le donne ma tutti quanti, un record del genere non ispira solo le donne. Sono molto contenta in quanto donna di essere stata nel mio piccolo porta bandiera. È bellissimo ispirare a credere sempre nei propri sogni e lavorare per realizzarli. Non sempre si ha successo però ci si dedica, ci si mette impegno e tanto cuore: ci sono molte probabilità di realizzarlo, in ogni caso vale sempre la pena provarci”.

31/03/2021
SportDaily.it
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