Calcio

La metamorfosi di De Laurentiis: il patron del Napoli ha compreso gli errori post Scudetto

La stagione del Napoli non è iniziata assolutamente sotto grandi auspici. Le partenze di Giuntoli e Spalletti avevano dato l’idea di un indebolimento, anche perché gli approdi nel golfo partenopeo di Meluso e Garcia non facevano dormire sonni tranquilli ai tifosi azzurri. Difatti, come prevedibile, non solo il Napoli non riuscirà a confermarsi come Campione d’Italia anche il prossimo anno (per ora solo la matematica tiene in piedi questa ipotesi) ma sta facendo anche fatica a rientrare nelle posizioni europee. Le quote e i pronostici dei bookmakers più importanti infatti dipingono un Napoli in difficoltà nella corsa al piazzamento europeo. Ovviamente, al di là della situazione dei partenopei, molto è ancora in gioco nel campionato nazionale e se sei interessato alle scommesse sportive e alle quote per la Serie A, clicca qui per non perderti alcun aggiornamento. Di certo, tornando agli azzurri, ci si aspettava ovviamente qualcosa di più, soprattutto in sede di calciomercato.


Gli errori del presidente De Laurentiis (e come sta pensando di rimediare)


In apparenza, il presidente De Laurentiis sembra perseverare nella sua incisiva campagna di correzione mediatica, ammettendo apertamente gli errori commessi e proiettando la sua visione per il futuro del Napoli. Tuttavia, è importante sottolineare che numerosi soggetti, sia tra i tifosi che tra i giornalisti, hanno contribuito in modo determinante a formulare valutazioni sbagliate, talvolta etichettando i vari aspetti del club in categorie rigide.


Nel passato recente, il Napoli ha mantenuto la decisione (apparentemente saggia) di confermare i suoi migliori giocatori, con l'eccezione di Kim Min-jae, per il quale era impossibile intervenire a causa di una clausola rescissoria che poi lo ha portato a vestire la maglia del Bayern Monaco. Questa scelta è stata accompagnata da una strategia di mercato più conservativa, caratterizzata da aggiustamenti mirati (ovvero gli acquisti di Cajuste, Natan e Lindstrom) e rinnovi contrattuali (Raspadori, Di Lorenzo e Rrahmani tra gli altri). In quel momento, pochi avevano mosso critiche. Anzi, sembrava che tale approccio rappresentasse la strada giusta da seguire. Tuttavia, oggi c'è una sensazione generale di cambiamento radicale nell'aria, con tutti - compreso il presidente De Laurentiis - che parlano di una rivoluzione imminente. Dev’essere però fondamentale far notare come teoricamente il ciclo del Napoli fosse appena iniziato.


La verità, come spesso accade, si può trovare nel mezzo. In altre parole, il cuore della questione sembra risiedere nella scelta di due allenatori (prima il francese e poi Mazzarri) che non si sono dimostrati all'altezza del progetto del Napoli. Questo, forse, rappresenta l'errore principale che il presidente De Laurentiis dovrebbe evitare di ripetere: l'assunzione di allenatori a basso costo, apparentemente non in grado di allinearsi alle moderne tendenze e filosofie del calcio. È qui che risiede la vera chiave del dibattito.


Come dichiarato dallo stesso presidente nel periodo precedente alla Supercoppa Italiana, ora per la dirigenza azzurra è il momento di passare dalle parole ai fatti. Sarà interessante vedere come si svilupperà la situazione e come il Napoli affronterà le sfide future alla luce di queste riflessioni.


19/01/2024