Sport Inverali
La culla dello Sci Nordico italiano difende la Combinata Nordica e la sua eredità olimpica dopo l'esclusione dai Giochi
Foto di Organizzatori
La decisione del CIO di escludere la Combinata Nordica dal programma dei Giochi Olimpici Invernali del 2030 ha suscitato profondo sconcerto nel mondo dello sci. La presa di posizione del Comitato Olimpico Internazionale ha incontrato la ferma opposizione della FIS, della FISI e di un intero movimento che vede in questa disciplina uno dei pilastri storici degli sport invernali.
Lo stupore è ancora più forte in Val di Fiemme, territorio che da decenni rappresenta una delle capitali mondiali della Combinata Nordica e che, appena pochi mesi fa, ha ospitato con pieno successo le ultime gare olimpiche della disciplina. Qui si coltivava anche la speranza di assistere finalmente al debutto olimpico della prova femminile, già presente nel calendario di Coppa del Mondo e dei Campionati del Mondo, ma il CIO ha scelto invece la strada opposta: eliminare l'intera disciplina dal programma di Francia 2030.
Eppure i numeri raccontano una realtà diversa. In un recente comunicato, la Federazione Internazionale Sci e Snowboard ha evidenziato come nella scorsa stagione i canali social dedicati alla Combinata Nordica abbiano raggiunto oltre 80 milioni di persone, con una crescita del 262% rispetto all'anno precedente. Le interazioni sono quasi raddoppiate, arrivando a 1,8 milioni, mentre i follower sono aumentati del 50%, superando quota 112.000. Anche durante i Giochi Olimpici con le gare in Val di Fiemme, pur senza beneficiare delle più favorevoli fasce orarie del fine settimana, i contenuti dedicati alla disciplina hanno raggiunto 12,1 milioni di utenti, generato oltre 200.000 interazioni e conquistato più di 3.000 nuovi follower.
La Val di Fiemme, fedele agli impegni assunti nel nome della legacy olimpica, guarda però avanti. Dall'11 al 13 dicembre ospiterà tre giornate di Coppa del Mondo di Combinata Nordica maschile e femminile, valorizzando i nuovi trampolini olimpici di Predazzo e lo Stadio del Fondo di Lago di Tesero. Una legacy che il CIO ha sempre indicato come uno degli obiettivi fondamentali dell'organizzazione dei Giochi e che proprio la Val di Fiemme e il Trentino continuano a trasformare in realtà.
“La decisione del CIO fa davvero male – sottolinea Pietro De Godenz, presidente di Nordic Ski Val di Fiemme – soprattutto a chi, come noi, ha sempre creduto e continuerà a credere nella Combinata Nordica. Si è parlato tanto di evitare cattedrali nel deserto e noi abbiamo sempre percorso questa strada: i trampolini olimpici di Predazzo, frutto di importanti investimenti della Provincia Autonoma di Trento, continueranno a vivere ospitando competizioni internazionali e raduni. Prima è stata negata la possibilità di vedere la Combinata Nordica femminile ai Giochi, ora scopriamo che le ultime medaglie olimpiche di questa disciplina resteranno quelle assegnate in Val di Fiemme. È una prospettiva davvero amara.”
Anche il presidente della FISI e vicepresidente della FIS, Flavio Roda, appena rieletto nel Consiglio FIS con il 76,38% dei voti e secondo consigliere più votato, critica duramente la scelta del CIO: ”Le federazioni lavorano ogni giorno per mantenere vive discipline di grande tradizione, le località investono nella realizzazione di nuovi impianti e il CIO ci ripaga escludendo la Combinata Nordica dal programma olimpico invece di introdurre anche le gare femminili. Questa decisione rischia di rappresentare un colpo durissimo per il futuro della disciplina.”
Una decisione che pesa ancora di più se si considera il valore storico della Combinata Nordica, presente ininterrottamente ai Giochi Olimpici Invernali fin dalla prima edizione di Chamonix 1924. In quell'occasione il programma comprendeva sci nordico (fondo, salto e combinata nordica), pattuglia militare – antesignana del biathlon –, pattinaggio artistico e di velocità, bob e curling come disciplina dimostrativa. Lo sci alpino sarebbe entrato nel programma olimpico soltanto nel 1936. Dopo oltre un secolo di storia olimpica, l'esclusione della Combinata Nordica rappresenta quindi una frattura senza precedenti.
“Il CIO ha ignorato la storia – conclude Pietro De Godenz – con una scelta che riteniamo profondamente sbagliata. La Val di Fiemme continuerà comunque a fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità per sostenere e valorizzare questa disciplina. Ci auguriamo che il Comitato Olimpico Internazionale possa riconsiderare la propria posizione e riportare la Combinata Nordica nel programma dei Giochi di Salt Lake City 2034.”
L'impegno della Val di Fiemme non si esaurisce con la Coppa del Mondo inserita in un progetto pluriennale. Nel 2028 il territorio ospiterà gli Youth Olympic Games Dolomiti Valtellina (YOG), dove la Combinata Nordica sarà regolarmente protagonista, sia al maschile sia al femminile.
Per la Val di Fiemme e il Trentino la legacy olimpica non è uno slogan, ma un impegno concreto che continua a vivere ogni giorno, che però sembra che il CIO non riconosca affatto.
09/07/2026
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